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GUIDA AI TELEVISORI HDTV AD ALTA DEFINIZIONE - Caratteristiche dei TV HD Ready
di Redazione di ADV | Pagina 3

Scelto il tipo di tipo di pannello (LCD o Plasma) passiamo ora a descrivere brevemente le caratteristiche principali dei televisori HD Ready, cercando di capire quali siano quelle che più ci interessano per l'acquisto. Molte di esse sono comuni ad entrambe le tecnologie per cui cercheremo di fare un discorso generale.

 

Risoluzione di un televisore HD Ready

La risoluzione del quadro video è un fattore determinante per la scelta e che caratterizza il pannello di ogni televisore, sia al plasma che LCD. In sostanza si tratta della quantità massima di pixel che il televisore potenzialmente può visualizzare. "Potenzialmente" perché come vedremo le risoluzioni standard del video HD non combaciano quasi mai perfettamente con quelle del pannello per cui spesso il televisore deve applicare un ridimensionamento per far entrare il quadro video in tutta la dimensione del pannello. Inoltre un TV HD Ready deve essere in grado di visualizzare anche trasmissioni e video SD con dimensioni di quadro inferiori cercando contemporaneamente di sfruttare tutti i suoi pixel.

Abbiamo visto che i due standard HD sono il 720p (1280x720 pixel) e il 1080i (1920x1080 pixel). Pertanto un televisore che sia in grado di visualizzare contenuti HD dovrà avere una risoluzione del pannello di almeno 720 linee orizzontali (e quindi pixel). Ma non basterà il supporto del formato 720p. Anche i video in formato 1080i dovranno poter essere visualizzati, dopo un opportuno ridimensionamento. Al momento in cui scriviamo esistono soluzioni in full HD (ovvero che raggiungono la risoluzione 1080i reale) ma non sono molto frequenti (si parte da diagonali oltre i 50 pollici) e sono molto costose. Per questo motivo quando parliamo di HD ci riferiamo quasi sempre alle dimensioni del formato 720p.

Per poter ridimensionare nel modo più opportuno, e con la minor perdita di qualità dell'immagine, il televisore utilizza un dispositivo chiamato scaler. Lo scaler si occupa sia dell'ingrandimento (upscaling) di un'immagine di risoluzione inferiore a quella propria del pannello, sia al "rimpicciolimento" (downscaling) di quelle di risoluzione maggiore, che nel loro formato naturale "uscirebbero" dai bordi dello schermo. E questo non solo per passare ad esempio da un formato 1080i ad un 720p ma anche per adattare lo stesso 720p ad un monitor che possiede una risoluzione leggermente maggiore o inferiore (situazione frequentissima per motivi di compatibilità con risoluzioni tipicamente informatiche).

Quindi, ricapitolando, a seconda della risoluzione del nostro televisore, potremmo trovarci di fronte alle seguenti situazioni:

Risoluzione del televisore Formato del video intervento dello scaler

1- Preciso 720p

SD PAL, 720x576 upscaling
HD 720p, 1280x720 non attivo
HD 1080i, 1920x1080 downscaling
2 - Preciso 1080i SD PAL, 720x576 upscaling
HD 720p, 1280x720 upscaling
HD 1080i, 1920x1080 non attivo
3 - Risoluzione leggermente maggiore/minore del 720p SD PAL, 720x576 upscaling
HD 720p, 1280x720 non attivo o leggero upscaling/downscaling
HD 1080i, 1920x1080 downscaling
4 - Risoluzione leggermente maggiore/minore del 1080i SD PAL, 720x576 upscaling
HD 720p, 1280x720 upscaling
HD 1080i, 1920x1080 non attivo o leggero upscaling/downscaling

Al 99% dei casi ci si troverà nella condizione 3 poiché i costruttori tendono a realizzare pannelli leggermente più/meno risoluti del formato standard 720p e come detto i televisori full HD non sono ancora alla portata dell'utente medio.

Ma il punto focale è il seguente: il fatto che il televisore supporti i formati HD 720p e/o 1080i non significa che tali risoluzioni verranno effettivamente raggiunte e visualizzate ma solo che il tv, grazie allo scaler, sarà in grado leggerle, traducendole e ridimensionandole come meglio riesce.
Vogliamo insistere molto sulla differenza tra la capacità di un televisore di visualizzare alla giusta risoluzione un formato HD e la semplice compatibilità "in lettura" con tale formato. Questo è uno dei motivi che hanno spinto alla certificazione HD Ready.

Come visto lo scaler si occupa dell'adattamento della risoluzione del video, sia essa maggiore o minore di quella raggiungibile dal televisore. Per farlo sfrutta degli algoritmi che permettono rispettivamente di diminuire il video togliendo il minor numero di informazioni visive, o ingrandirlo aggiungendone di nuove, il più fedelmente possibile. Il procedimento è simile all'ingrandimento o al ridimensionamento di una foto digitale tramite un software di fotoritocco. Migliore è il software, migliore sarà il risultato per entrambe le operazioni. Anche se, ben inteso, la qualità dell'immagine ne subirà inevitabilmente le conseguenze. Questo significa che la qualità dello scaler di un televisore è fondamentale per la resa delle immagini, sia per formati HD che SD. Un pessimo scaler rovinerà le immagini anche su il miglior pannello LCD o plasma. Al contrario un ottimo scaler renderà un buon servizio anche ad un pannello mediocre.

Come verificare la qualità di uno scaler? Recensioni, test e soprattutto i propri occhi. La cosa migliore sarebbe poter confrontare fianco a fianco un certo numero di televisori su cui viene trasmessa la stessa sorgente e saggiarne la resa.

Se avete seguito tutto il discorso probabilmente vi sarà sorto il dubbio che le tradizionali trasmissioni SD, ancora ben lontane dall'essere abbandonate, su un televisore HD avranno una resa peggiore che su un comune televisore a tubo catodico, a causa dell'intervento obbligato dello scaler. Dubbio lecito e risposta affermativa. Nonostante gli sforzi dei produttori per far si che i loro scaler rendano al meglio l'ancora molto utilizzato video in formato PAL, la resa non sarà mai come quella dei CRT. Questo è lo scotto da pagare per avere i vantaggi di un TV HD. Sia chiaro, i programmi SD si vedono bene e in molti casi la visione ampia e panoramica ne migliora la godibilità. Ma rimane il fatto che si tratta di un segnale elaborato e ridimensionato rispetto al suo naturale formato.


 

Persistenza dei pixel di un pannello HD

Il problema della velocità di accensione/spegnimento/variazione di un pixel di un pannello LCD (meno per i plasma) è piuttosto importante per godere di una visione di qualità. Se il pixel è lento a reagire, si verificheranno effetti di scia durante la visione di sequenze con rapidi movimenti. Nella scelta di un prodotto va quindi valutato il valore (espresso in millisecondi) della risposta dei pixel, onde evitare delusioni. Un valore ideale per ottenere una buona visione si assesta sui 12 ms anche se in commercio sono già presenti pannelli che raggiungono tempi di latenza inferiori.

 

Caratteristiche d'immagine

Trattiamo ora due parametri che caratterizzano la resa dell'immagine. Sono valori che indicano le performance del pannello e quindi sono determinanti per una visione di qualità.

Luminosità
Indica la quantità di luce che il pannello è in grado di produrre attraverso i suoi pixel. Pertanto è responsabile della brillantezza di immagini ei colori. Da notare che in ambienti altamente illuminati si potrebbe verificare un appannamento della visione, causato da riflessi o luce diretta. Il nostro occhio bilancia l'insieme di più oggetti di differente luminosità in modo da compensare per cui un monitor molto luminoso sopperisce a questo problema.
Le unità di misura della luminosità sono tante; per i pannelli televisivi sono stati scelti i cd/m^2 (candele per metro quadro). Un buon valore si assesta sui 500/600 cd/m^4 ma essendo una unità di misura piuttosto "interpretabile" (un po' come i LUX per la sensibilità delle videocamere) è sempre meglio verificare dal vivo la resa.

Contrasto
Il contrasto è il parametro che si riferisce alla distanza cromatica tra il massimo pixel bianco e quello del nero più profondo che il pannello può raggiungere. Viene indicato con un rapporto (il rapporto di contrasto appunto) ad esempio  600:1. Non solo indica la "densità" dello spettro cromatico raggiungibile dal pannello, ma è responsabile di un definizione più elevata dell'immagine. Per quanto riguarda questo parametro, sulla carta "vincono" i plasma che riescono ottenere rapporti molto elevati e quindi garantiscono una gamma di colori e di grigi notevolmente più ampia. Va però detto che non sempre ciò che è scritto nelle specifiche sia fedele alla realtà per cui usate il vostro occhio!

 

Angolo di visione e dimensioni delle televisioni HD

L'angolo di visione misura quanto è possibile spostarsi lateralmente nella visione del pannello senza che la resa dell'immagine subisca un peggioramento. Chi ha già avuto a che fare con monitor LCD (PC o notebook) saprà che più ci si sposta a destra o a sinistra del pannello e più l'immagine degrada, fino a diventare indistinguibile. Il fenomeno è provocato dal fatto che la luce viene filtrata maggiormente secondo direzioni perpendicolari al pannello piuttosto che laterali. Questo è un guaio se si è in tanti a guardare la tv: qualcuno finirà sempre ai margini del divano e dovrà assistere guardando lo schermo lateralmente. Per questo motivo è stata introdotta la misura dell'angolo di visione che determina l'area totale all'interno della quale la visione è corretta. A seconda del produttore, l'angolo viene calcolato partendo dalla perpendicolare allo schermo sino al massimo limite a destra (o a sinistra), oppure sommando i due angoli adiacenti misurati a destra e sinistra. Un'immagine in questo caso vale più di mille parole:

A soffrire maggiormente di questo problema sono i monitor LCD, proprio perché per questa tecnologia, la luce viene polarizzata secondo particolari direzioni. Tuttavia, oggi come oggi anche gli LCD raggiungono angoli di visuale notevoli, tra i 170 e i 180 gradi. Una prova di visione prima di acquistare comunque è sempre utile.

Una altro utile fattore da valutare è quello relativo delle dimensioni del televisore, in relazione alla distanza a cui si intende posizionarlo rispetto agli spettatori. Al di là di considerazioni personali e del proprio grado di sopportazione della vicinanza dello schermo, esistono alcuni metodi per calcolare la dimensione dello schermo partendo dalla distanza di visone (o viceversa).

Il metodo più utilizzato è quello di considerare il punto di visuale come il vertice di un triangolo che ha come base le dimensioni verticali del pannello. I due lati inclinati di questo triangolo sono quindi le distanze tra il punto di visione e la parte superiore e inferiore del televisore. L'angolo dovrebbe assestarsi tra i 25 e i 30 gradi.

Per fare un esempio, un televisore 42 pollici dovrebbe stare ad una distanza vicina ai 2 metri. Naturalmente non si tratta di un obbligo ma solo di una convenzione. Ognuno è libero di scegliere la distanza preferita a seconda anche dello spazio disponibile e dell'arredamento dell'ambiente.

 

"Scadenza" di una televisione HD

Come tutte le cose basate su principi chimici/fisici, anche i televisori HD al plasma o LCD hanno una "scadenza". Forse parlare di scadenza per un dispositivo che può costare oltre i 3000 euro può un po' spaventare. E' comunque certo che vi è un degrado causato dal tempo e dall'utilizzo del dispositivo (come del resto accade anche ai tradizionali TV a tubo catodico. Avete presente il quadro video che si arrotonda e si restringe ai lati?).
Per avere un'idea della durata di funzionamento garantito dal produttore, nelle specifiche tecniche viene fornito un valore piuttosto preciso. Si tratta del numero di ore di utilizzo raggiunto il quale ci si ritrova con un pannello al 50% della sua resa iniziale. Si tratta di parecchie migliaia di ore ed è un valore che cresce per ogni generazione di pannello. I televisori al plasma sono quelli che subiscono maggiormente i segni del tempo, anche se dipende sempre dal modello preso in considerazione. Inoltre i valori generali si stanno pareggiando e ormai plasma ed LCD godono della stessa longevità.

Facendo due conti si può stimare che un televisore può durare dai 10 ai 15 anni a seconda dell'utilizzo medio famigliare. Si possono raggiungere anche i 20 se l'uso è più "parsimonioso".

 

Connessioni video di un televisore HD

Visto il supporto dei nuovi formati ad alta definizione e di natura digitale, anche il comparto connessioni di un televisore si è dovuto rinnovare. Principalmente per due motivi: semplificare al massimo l'utilizzo di apparecchiature audio/video da parte dell'utente (rendendo le connessioni più protette, più qualitative e più "intelligenti") e mantenere ove possibile la natura digitale dei contenuti, evitando quindi inutili riconconversioni da analogico a digitale e viceversa, che peggiorano solo la resa dell'immagine.

Le connessioni di un televisore HD raccolgono quelle "del passato" tipicamente presenti sui televisori a tubo catodico e ne aggiungono di nuove. Il retro del pannello è in effetti una vera distesa di connessioni di ogni genere e può spaventare un po'. Ma se le si guarda con attenzione si scopriranno vecchie conoscenza. Vediamo brevemente cosa si può trovare:

- Ingresso RCA per videocomposito: spesso è posizionata sul frontale, abbinata ai due jack RCA bianco e rosso dell'audio stereo, per consentire agili collegamenti con videocamere o fotocamere digitali.

- Ingresso S-Video: caratteristico ingresso con connettore circolare dotato di pin

- Ingresso scart: spesso sono più di una (per garantire la possibilità di connettere più dispositivi come DVD Player, decoder digitale, ecc...) e per ciascuna è assegnato un canale A/V.

- Component RGB: composto da 3 ingressi di tipo RCA che portano il segnale video (analogico) diviso nelle componenti rosso/blu/verde. Si impiega anche per formati HD ed ha il vantaggio che può trasportare segnale progressivo come il 720p. Il segnale component può passare anche attraverso la connessione scart (se la tv e il cavo lo prevedono).

- DVI: Connessioni digitale (presa in prestito dal settore informatico) per una misgliore gestione del segnale digitale. Per la prima volta col DVI non sono necessarie conversioni da analogico a digitale e viceversa. Gestisce risoluzioni elevate per cui risulta adatta alle specifiche per l'alta definizione, anche se per questo impiego non ha mai avuto una grande diffusione a causa dell'introduzione dell'HDMI. Non trasporta segnale audio.

- HDMI: Si tratta di uno standard pensato per le trasmissioni di segnale video digitale ad alta definizione (High Definition Multimedia Interface) e prevede alcuni canali per la trasmissione delle componenti audio.

- VGA: non di rado il televisore HD possiede un ingresso tipico VGA (chiamato anche PC) che permette di collegare un computer o una console di ultima generazione ed impiegare il tv come monitor per applicazioni e giochi ad alta definizione.

Per avere una più ampia panoramica delle connessioni video e dei relativi cavi potete dare una letta alla nostra guida:

Cavi e connessioni video »


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