GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DI UN DOCUMENTARIO - Equipaggiamento e attrezzatura


L'equipaggiamento per realizzare un documentario

Tralasciando la fase di preparazione, che comprende lo studio e la ricerca delle informazioni essenziali per parlare dei soggetti e per conoscere le loro tracce ed abitudini, vediamo quale attrezzatura occorre per mettersi al lavoro.
Scegliere ed organizzare l’equipaggiamento adatto a filmare un documentario è forse il più importante passo da compiere. Sia che ci si trovi in luoghi e situazioni in cui gli approvvigionamenti siano rari o addirittura impossibili, o che ci si apposti nel parco sotto casa, è utile predisporre materiale per ogni evenienza perché la natura, e soprattutto gli animali, non sempre danno il tempo di prepararsi.

Autonomia
Prima di tutto si deve pensare all’autonomia; ci si deve munire di almeno due pacchi batteria e di una certa quantità di nastri vergini. Naturalmente, se si suppone di lavorare esclusivamente con l’alimentazione a batteria, è inutile portarsi dietro troppi nastri; basteranno quelli utili a coprire la durata delle batterie possedute. Nel caso in cui si abbia la possibilità di caricare le batterie torna indispensabile il caricatore per rete elettrica ed eventualmente quello per automobile. Se la spedizione prevede paesi esteri ricordarsi di verificare il voltaggio presente e di portare un adattatore adeguato.

Treppiede
Assolutamente indispensabile il cavalletto, per due motivi. Il primo è naturalmente la stabilità delle riprese che spesso e volentieri prevedono inquadrature altamente ingrandite e pertanto più suscettibili a vibrazioni di quadro. Poi il treppiedi torna utilissimo per realizzare un’installazione autonoma di ripresa che non prevede la presenza di un operatore. Esistono poi cavalletti evoluti dotati di un motorino elettrico i cui movimenti possono essere pilotati a distanza. In ogni caso il telecomando del camcorder può tornare utile per dare inizio alla registrazione nel momento più opportuno senza toccare l’installazione. Il treppiede è quindi uno strumento efficacissimo soprattutto per rendere le riprese stabili ed eleganti. E’ anche valido se accorciato e messo sotto la telecamera come supporto aggiuntivo.

Abbigliamento
Per quanto riguarda l’abbigliamento è indubbio che il mimetismo sia l’arma più efficace per avvicinarsi ad un soggetto, soprattutto se si tratta di un animale selvatico che non ha quindi rapporti quotidiani con l’uomo. Il fine è naturalmente quello di confondersi con la vegetazione per poter filmare l’animale senza disturbarne abitudini e comportamenti. Non serve per forza una tuta mimetica, basta che i capi indossati non siano in contrasto con i colori della vegetazione o dell’ambiente circostante. Una giacca del tipo comunemente utilizzato dai fotografi, ricca di tasche e fascette porta oggetti, può tornare utile per portarsi appresso gli accessori di ricambio e di pulizia del camcorder, evitando di muoversi sempre con una borsa.

Obiettivi e filtri
I camcorder consumer raramente danno la possibilità di intercambiare l’obiettivo ma è spesso possibile montare sull’ottica già presente alcune lenti addizionali. Si può verificare questa opportunità dal manuale o dalla presenza di un innesto sull’obiettivo stesso. A seconda del soggetto da riprendere, può essere interessante dotarsi di un grandangolo (focale sotto i 50 mm, in genere dai 19 ai 24 mm per i paesaggi), che riduce la focale dell’ottica per ottenere inquadrature più larghe inserendo però alcune distorsioni ai margini dell’immagine, o di un addizionale macro, che riduce la distanza minima per la messa a fuoco (utile per riprendere piccoli oggetti). Anche alcuni filtri per le lenti possono rivelarsi un valido aiuto durante le riprese. Considerando l’opportunità di modificare resa e colori in fase di montaggio, quelli più utili sono i filtri UV, che assorbono i raggi ultravioletti proteggendo le lenti ed eliminano fastidiose foschie, e quelli polarizzatori, realizzati con due lenti sovrapposte che permettono la regolazione dei riflessi e delle zone dell’immagine eccessivamente luminose.

Audio
La componente audio può rivelarsi importante per documentare un soggetto naturale. Prima di tutto occorre munirsi di cuffie audio il più possibile isolanti. Questo per aumentare la cognizione di ciò che viene catturato e verificare con più precisione la presenza di disturbi esterni. Per quanto riguarda la registrazione, il microfono integrato al camcorder non è sempre l’arma più efficace ed è quindi consigliabile dotasi di un microfono esterno direzionale, con capacità di modificare il raggio di copertura a seconda del valore dello zoom. Anche un microfono ambientale, di quelli collocabili a terra, può essere impiegato per registrare tenendosi a debita distanza. Naturalmente deve possedere un cavo abbastanza lungo e deve essere mimetizzato e posizionato nella zona di interesse durante la fase di preparazione. Per appostamenti più complessi possono essere impiegati anche i radiomicrofoni che non necessitano di collegamento via filo. Sono più costosi ma senza dubbio più comodi.

Altro
L’equipaggiamento può comprendere anche un cartoncino bianco, per le operazioni di bilanciamento del bianco, un panno antistatico per la pulizia delle lenti e un piccolo binocolo, per osservare con più dettaglio l’ambiente e i soggetti. I più smaliziati possono dotarsi anche di un monitor esterno, magari di tipo LCD alimentato a batteria, per tenere sotto controllo l’inquadratura a distanza; in questo caso occorre che il camcorder sia dotato di un’uscita video analogica attiva durante la registrazione.

Trasporto
Per conservare e trasportare tutto il materiale durante gli spostamenti è consigliabile dotarsi di una grande borsa a sacca, simile a quella utilizzata dagli sportivi. All’interno possono essere disposte tutte le strumentazioni nelle loro rispettive custodie. Rivelandosi essenziale l’agilità con cui muoversi, al momento della ripresa si può abbandonare in un luogo appartato la sacca con il materiale non necessario e attrezzarsi con lo stretto indispensabile per restare leggeri. Per un agevole trasporto, assicurarsi che la sacca sia dotata di una cinghia da spalla.

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A cura della redazione e di Antonio Natalino

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